"TI cerco, ancora ti cerco".
Alzo lo sguardo e non mi vedo... perchè non ci sono.
Di chi sono quei capelli biondi, così perfetti, morbidi e lucenti; di chi è la bocca così turgida e rossa; quella pelle così chiara e compatta... perchè Il Signore mi ha vestito di bellezza se tale bellezza è stata rifiutata?
Perchè il Signore mi ha vestita di bellezza se dentro vengo erosa da mostri innominabili?
Questo pensava Mathi seduta allo specchio della propria toletta.
Un abito di seta rosso rubino era abbandonato sul pavimento qualche passo più dietro, così le lampadine che facevano da cornice allo specchio illuminavano il corpo della donna, circondandolo di un'alone romantico e divino al tempo stesso. L'icona della sofisticatezza, così perfetta da incutere imbarazzo e da suscitare invidia.
Sibolo di successo: un ottimo matrimonio, Luis, imprenditore. Si era innamorato immediatamente degli occhi luminosi di quella ragazzina venuta dai limiti della città, l'aveva presa sotto la sua ala protettrice e le aveva insegnato tutto. Non aveva impiegato grandi energie perchè la ragazzina era dotata di una spiccata intelligenza e di una brillante creatività. Dopo il matrimonio le aprì le porte dell'azienda, atto davvero insolito per quegli anni che precludevano ogni cosa alle signore, ma Mathi seppe imporre quegli occhi trasparenti anche nel "mondo dei maschi"!
Eppure quella sera, avanti allo specchio, non riusciva a vedere i suoi successi, non riusciva a ricordare l'ultima volta in cui aveva sentito il sangue scaladrle il corpo.
"Dove sei?"
Era da sempre che dedicava se stessa al "Nostro Piccolo Mondo", così chiamava Luis l'impero che aveva costruito, perchè in fin dei conti era un industriale atipico, un industriale con il cuore romantico. Ma anche lo zucchero può essere nocivo.
Come si chiamava quella sostanza che avevano scoperto l'anno prima? Ah, si: l'insulina! Un dottore dell'università di Toronto sosteneva che questa sostanza aiutava a risolvere i poblemi delle persone con troppo zucchero nel sangue. O almeno così aveva capito Mathi.
"Troppo zucchero nel sangue"
L'amaro certe volte ti scuote e ti ridona lucidità.
L'amaro nella vita di Mathi era arrivato in una afosa serata d'estate e aveva le sembianze di Buster, delle sue mani rassicuranti, del suo sguardo profondo come la notte sull'oceano, come la vita che aveva vissuto e che l'aveva condotto fino al loro incontro.
Poi l'amaro ebbe il sapore di Buster.
Il ragazzo aveva fatto strada grazie alla sua brillante parlantina, così da operaio era diventato rappresentante sindacale e alla fine, precocemente, era finito a fare il politico: un politico dalle mille stanze oscure. Una fu aperta a Mathi.
"Si"
Si, ora ricordava un momento in cui aveva sentito di nuovo il sangue scaldarle il corpo. Buster.
Che estate particolare; furono due mesi trascorsi a discutere dei più svariati aargomenti, fu l'estate in cui Mathi si sedette di nuovo sul prato, fu l'estate dei calici di vino, dell'amore al chiaro di luna... fu l'estate della notte. Ma è il giorno il regno della verità, il ragazzo glielo diceva sempre.
Così un mattino Mathi donna, si svegliò e scoprì che Buster ragazzo era partito. Si era imbarcato su uno yatch di lusso, giovane, con i capelli lunghi e quella volgare abbronzatura che le ragazze moderne si vantavano di sfoggiare.
Dopo l'amaro anche la minima quantità di zucchero diventa insopportabile.
Luis ricomparve prepotentemente, con le sue attenzioni, le sue premurose carezze, ma Mathi si sentiva soffocare ormai. Voleva di nuovo a campagna, l'aria, voleva correre a piedi nudi come faceva da piccola.
Improvvisamente Mathi si sentì smarrita: non era più quella bambina e non era mai stata la donna che vedeva nello specchio. Mathi era stata solo una quello che le avevano chiesto di essere... ed era la soluzione più comoda. Poi era entrata in quel mondo. e si sa che nella casa degli specchi è facile smarrirsi.
"Buona notte!"
Disse Luis arrivato dietro le sue spalle senza che se le accorgesse. Le baciò teneramente la guancia come ogni sera. "Copriti cara che prenderai un raffreddore così" e le poggiò sulle spalle una vestaglia bianca prima di uscire di nuovo dalla stanza.
Mathi no disse nulla. Indosso una manica e poi l'altra e legò distrattamente la cinta della vestaglia. Guardava nello specchio, aveva ormai da tempo abbandonato la superficie.
Fissata lascamente la cinta, sentì chiudersi la gola, un'altra volta. Spostò lo sguardo altrove, in cerca di aria da respirare. Entrò la cameriera. Posò accanto a lei una brocca di acqua di rose fresca e, dopo un inchino accennato, sparì.
"Aria"
Si sentiva soffocare, si sentiva avvampare, si sentiva il cuore che le chiedeva di essere strappato via e di essere buttato oltre la finestra, nel buio.
Mathi si alzò di scatto facendo cadere la sedia. Teneva una mano sulla gola e con l'altra gesticolava come se stesse lottando contro uno sciame di mosche. Arrivò ad una delle finestre, ma non riuscì ad aprirla; avanzò fino alla seconda finestra, ma non riuscì ad aprire nemmeno quella. Cercò la terza finestra, ma cadde per terra in preda alle convulsioni. Non sentiva più il suo corpo che tremava sul pavimento, non sentiva nemmeno le lacrime che le uscivano dagli occhi sbarrati; riusciva solo a sentire i suoi pensieri, i sentimenti, quelli che aveva dimenticato ai confini della città.
E poi vedeva un volto, nell'oscurità, che rideva, e si allontanava. Buster. Si sentiva chiamarlo, fino a perdersi nella nebbia.
"Il giorno è il regno della verità"
E si svegliò nel suo letto, come sempre. Il vestito rosso era posato sulla sedia. Si sentiva stordita: possibile che aveva sognato tutto? Eppure si sentiva spossata... e vuota.
La cameriera entrò a portarle la colazione, ma stavolta prima di uscire dalla stanza come uno spirito - non visto e non ascoltato - Mathi l'afferò per un braccio e la guardò con i suoi occhi trasparenti e luminosi, occhi che stavano implorando di dirle che non era pazza, che non aveva semplicemente fatto un brutto sogno.
Il giorno è il regno della verità, quella che si deve dimostrare, perchè è di notte che vengono a galla i fantasmi. e la notte, in questo caso aveva lasciato una firma: un livido, che Mathi non avrebbe potuto avere se si fosse semplicemente messa a letto al sera prima.
Il collasso seguito alla crisi della notte precedente l'aveva fatta svenire nei pressi del tavolino posto di fronte una finestra; Mathi trovò la prova di quella notte sulla sua pelle.. e sul tavolino, che videntemente aveva portato con sè nella caduta, poichè era leggermente scheggiato.
Qualcuno l'aveva messa a letto e aveva riordinato la stanza perchè nessuno si accorgesse di nulla.
Qualcuno quella notte, come per altre notti, aveva deciso di salvarla dal disonore, o dal manicomio.
Perchè comunque il giorno è il regno della verità.
g.
Non riesco a comprendere:
è la profondità di un sentimento a renderlo poco sostenibile?
o è la realtà a rendere superficiale i sentimenti?
Ho la sensazione che l'umanità abiti solo la superficie terrestre, mentre ad altre persone tocca scavare le viscere.
E si sa, sotto terra tutto si amplifica. Le voci, le luci... i pensieri!
Forse il problema è che le donne ascoltano troppo le voci amplificate dal buio e troppo poco quelle che ci sono sopra la loro testa.
Non significa che sia sbagliato, ma sicurmente è più facile.
Io personalmente non dispongo di una scavatrice per mettermi in contatto con la vita oltre la crosta terrestre. Vorrà dire che ne cercherò una su eBay!
Sotto terra c'è un altro problema: si è più soli, perchè le distanze aumentano e i collegamenti non sono agevoli. E pensare che ci lamentiamo dei lavori della metropolitana che non finiscono mai (come Beautifull) o dei treni che non arrivano in orario... che superficialità!
Ciò significa che più vai sotto più ti allontani dai tuoi affetti, perchè vedi e senti solo quello che è immediatamente vicino a te, poichè al buio sarebbe difficile fare altrimenti.
Di conseguenza mi sembra terribilmente scontato a questo punto dire che il primo tra i due quesiti è quello vero.
La realtà rende superficiali? Non credo sia un fattore tanto incidente sulla profondità di un sentimento; ma che la profondità dei sentimeneti li renda difficili da sostenere mi sembra l'unica realtà.
Si è fortunati a trovarsi tutti sotto terra o tutti sopra, perchè si ragiona unanimamente.
A me non è capitato!
E quando ti rendi conto di non essere sintonizzata con i tuoi amici, sapete cos'è l'unica cosa da fare?
I computer si rompono, la gente muore, le relazioni finiscono... la cosa migliore da fare è prendere fiato e... ...riavviare.
(Carrie Bradshaw)
Sintonizzarsi, ma su frequenze diverse!!! Welcome to a new born.
Come allo specchio
g.